Schiena e lunghi viaggi di fine estate: come prevenire lombalgia e rigidità dopo le vacanze
Sommario
- 1. Schiena e lunghi viaggi di fine estate: come prevenire lombalgia e rigidità dopo le vacanze
- 2. Perché dopo un lungo viaggio la schiena può sembrare così rigida?
- 3. In automobile: non aspettare l’autogrill per muoverti
- 4. Il sedile dell’auto non deve trasformarsi in una prova di resistenza
- 5. In aereo il problema non è solo lo spazio per le gambe
- 6. Il treno offre un vantaggio: sfruttiamolo
- 7. Attenzione al momento che molti sottovalutano: scaricare le valigie
- 8. E se il giorno dopo la schiena è comunque rigida?
- 9. Cinque minuti possono essere più utili di quanto sembri
- 10. Quando il mal di schiena dopo il viaggio merita maggiore attenzione
- 11. Il rientro dalle vacanze può diventare un buon momento per occuparsi della schiena
- 12. Contatti
- 13. Sede di Lugano
- 14. Sede di Mendrisio
Schiena e lunghi viaggi di fine estate: come prevenire lombalgia e rigidità dopo le vacanze
Settembre è spesso il mese dei rientri. C’è chi torna dalle vacanze affrontando diverse ore di automobile, chi prende un volo dopo settimane trascorse all’estero e chi sceglie il treno per gli ultimi spostamenti prima della ripresa del lavoro. Il viaggio finisce, si scaricano le valigie e proprio quando si dovrebbe essere riposati può comparire un fastidio molto comune: una schiena rigida, pesante o dolorante.
Non è necessariamente il viaggio in sé a rappresentare il problema. Il nostro corpo è perfettamente capace di stare seduto. Ciò che può diventare difficile da tollerare è rimanere per molte ore quasi nella stessa posizione, soprattutto quando a questo si aggiungono poco movimento, sedili non particolarmente comodi, sonno irregolare, bagagli pesanti e abitudini diverse da quelle quotidiane.
La prevenzione della lombalgia durante i lunghi spostamenti passa quindi meno dalla ricerca della fantomatica "posizione perfetta" e molto di più dalla capacità di mantenere il corpo attivo anche quando il viaggio obbliga a stare seduti a lungo.
Perché dopo un lungo viaggio la schiena può sembrare così rigida?
Chi è sceso almeno una volta dall'auto dopo cinque o sei ore conosce bene la sensazione: i primi passi sembrano più difficili, ci si raddrizza lentamente e la zona lombare appare quasi "bloccata".
Durante un viaggio prolungato diminuiscono i normali cambiamenti di posizione che facciamo senza rendercene conto nel corso della giornata. Camminiamo meno, muoviamo meno il bacino e alterniamo meno frequentemente posizione seduta ed eretta.
Il risultato può essere una sensazione temporanea di rigidità che non significa necessariamente aver danneggiato qualcosa.
Anche la stanchezza conta. Un rientro dalle vacanze può comprendere una sveglia molto presto, diverse ore di viaggio, attese, trasferimenti, valigie e magari una notte dormita poco. Il sistema muscolo-scheletrico arriva quindi alla fine della giornata dopo essere stato sottoposto a condizioni piuttosto diverse dal solito.
Per questo una buona prevenzione della lombalgia dovrebbe iniziare già durante il viaggio, senza aspettare che la schiena cominci a fare male.
In automobile: non aspettare l’autogrill per muoverti
Quando si viaggia in auto, soprattutto per molte ore, il primo consiglio è semplice: programmare le soste.
Fermarsi non serve soltanto a prendere un caffè o fare benzina. È un'occasione per camminare qualche minuto, cambiare completamente posizione e permettere a schiena e gambe di muoversi.
Durante la sosta non è necessario eseguire una complicata sequenza di esercizi. Qualche minuto a piedi, alcuni movimenti tranquilli del bacino e della colonna e un po' di mobilità possono essere già molto più utili che rimanere seduti al tavolino dell'area di servizio dopo aver trascorso due ore al volante.
Anche mentre si guida è importante evitare di irrigidirsi.
Molte persone, soprattutto quando affrontano autostrade trafficate o percorsi impegnativi, finiscono inconsapevolmente per stringere il volante, sollevare le spalle e mantenere una tensione costante nella parte superiore e inferiore della schiena.
Ogni tanto può essere utile fare un piccolo controllo: le spalle sono rilassate? Il sedile permette di raggiungere comodamente volante e pedali? Si sta guidando con il bacino appoggiato oppure ci si è progressivamente spostati in avanti?
Sono dettagli apparentemente piccoli, ma nella prevenzione della lombalgia durante un viaggio lungo possono fare la differenza.
Il sedile dell’auto non deve trasformarsi in una prova di resistenza
Non esiste una regolazione identica per tutti. Altezza, corporatura, automobile e caratteristiche individuali cambiano molto il modo in cui ciascuno si trova comodo.
In generale, però, non dovrebbe essere necessario allungarsi per raggiungere il volante o i pedali. Allo stesso tempo, un sedile eccessivamente vicino può costringere le gambe in una posizione poco confortevole.
Anche lo schienale merita attenzione. Guidare per ore eccessivamente reclinati può obbligare a portare la testa in avanti per vedere bene la strada; stare invece completamente verticali e rigidi non è automaticamente migliore.
La regolazione corretta è quella che consente di guidare comodamente, mantenendo un buon controllo del veicolo e senza percepire la necessità di "tenere" continuamente una determinata postura.
Un piccolo supporto lombare può risultare piacevole per alcune persone, soprattutto se il sedile non offre un appoggio adeguato. Non deve però diventare uno strumento utilizzato per obbligare la schiena a mantenere per ore una posizione artificiale.
La parola chiave resta variare.
In aereo il problema non è solo lo spazio per le gambe
In aereo la libertà di movimento è inevitabilmente più limitata. Nei voli di alcune ore si può trascorrere molto tempo seduti in uno spazio ridotto, magari cercando anche di dormire.
Quando le condizioni del volo lo consentono, alzarsi periodicamente e percorrere qualche passo nel corridoio rappresenta un'abitudine semplice. Anche da seduti è possibile cambiare posizione, muovere le caviglie e le gambe e modificare leggermente l'appoggio del bacino.
Per la prevenzione della lombalgia, l'obiettivo non dovrebbe essere riuscire a rimanere immobili con la schiena perfettamente dritta per tutto il volo. Sarebbe poco realistico e probabilmente anche scomodo.
Meglio concedersi piccoli cambiamenti frequenti.
C'è poi un altro momento delicato: il bagaglio a mano.
Dopo alcune ore trascorse seduti, alzarsi e tirare immediatamente una valigia pesante dalla cappelliera richiede un movimento al quale il corpo non ha avuto tempo di riabituarsi. Se possibile, prima di recuperare il bagaglio conviene alzarsi, muoversi un po' e organizzare il gesto senza fretta. Se la valigia è particolarmente pesante o collocata male, chiedere aiuto è decisamente più sensato che trasformare la fine delle vacanze in una sfida personale.
Il treno offre un vantaggio: sfruttiamolo
Rispetto ad auto e aereo, il treno permette generalmente una maggiore libertà di movimento. Eppure è facile trascorrere tre ore seduti davanti al computer o allo smartphone senza quasi cambiare posizione.
Se il viaggio lo consente, alzarsi ogni tanto, camminare lungo il vagone o semplicemente restare qualche minuto in piedi permette di interrompere la sedentarietà.
Chi utilizza il viaggio per lavorare dovrebbe prestare particolare attenzione. Il computer portatile appoggiato sulle gambe può portare a rimanere a lungo con testa e tronco inclinati in avanti.
Non è necessario rinunciare a lavorare, ma alternare periodi davanti allo schermo con brevi momenti di movimento rende il viaggio meno pesante.
Anche qui la prevenzione della lombalgia non richiede soluzioni complicate: spesso consiste semplicemente nell'evitare tre o quattro ore consecutive nella stessa posizione.
Attenzione al momento che molti sottovalutano: scaricare le valigie
Il viaggio è terminato. Si arriva a casa, si apre il bagagliaio e si comincia a scaricare tutto.
È proprio qui che molte persone passano improvvisamente dall'immobilità allo sforzo.
Una valigia grande può essere pesante e, nel bagagliaio, spesso si trova lontana dal corpo. Per afferrarla bisogna inclinarsi, raggiungerla e successivamente ruotare per appoggiarla a terra. Se il corpo è rimasto seduto per molte ore, può essere utile concedersi prima qualche minuto.
Camminare, muovere tranquillamente schiena e gambe e solo successivamente occuparsi dei bagagli è una piccola abitudine intelligente.
Quando si solleva un peso, inoltre, è preferibile avvicinarlo al corpo invece di cercare di gestirlo con le braccia completamente distese. Se una valigia è molto pesante, utilizzare entrambe le mani o dividerne il contenuto quando possibile può rendere il movimento più gestibile.
La prevenzione della lombalgia riguarda quindi anche quello che accade negli ultimi cinque minuti del viaggio, non soltanto le ore trascorse seduti.
E se il giorno dopo la schiena è comunque rigida?
La prima tentazione può essere quella di evitare qualsiasi movimento.
Se si tratta di una semplice rigidità comparsa dopo molte ore di viaggio e non sono presenti sintomi che richiedono una valutazione sanitaria, mantenere una normale attività compatibile con il proprio stato può invece essere utile.
Una passeggiata tranquilla, ad esempio, permette di rimettere in movimento tutto il corpo senza richiedere attività particolarmente impegnative.
Anche il ritorno all'allenamento merita un po' di buon senso.
Se si rientra la sera dopo dieci ore tra volo, aeroporto e automobile, il mattino successivo potrebbe non essere il momento migliore per recuperare immediatamente tutte le sessioni sportive saltate durante le vacanze. Riprendere gradualmente permette al corpo di riadattarsi ai ritmi abituali.
La stessa attenzione vale per chi torna direttamente alla scrivania. Passare da otto ore di automobile a un'intera giornata seduti in ufficio significa prolungare ulteriormente un periodo già caratterizzato da poco movimento.
Alzarsi con regolarità e alternare le attività diventa quindi parte della prevenzione della lombalgia anche nei giorni successivi al rientro.
Cinque minuti possono essere più utili di quanto sembri
Uno degli errori più comuni è pensare che, per fare qualcosa di utile per la schiena, servano necessariamente trenta minuti di esercizi specifici.
Durante un viaggio non è sempre possibile.
È invece molto più realistico sfruttare piccole occasioni: camminare mentre si aspetta il treno, muoversi durante una sosta, fare qualche passo al terminal invece di sedersi immediatamente al gate oppure camminare alcuni minuti una volta arrivati a destinazione.
La frequenza dei piccoli movimenti può essere più facile da integrare rispetto alla ricerca di una lunga sessione di esercizio nel mezzo di una giornata di viaggio.
Ed è un concetto che vale anche nella vita quotidiana: il nostro corpo non ha bisogno soltanto di "fare sport", ha bisogno di muoversi durante la giornata.
Quando il mal di schiena dopo il viaggio merita maggiore attenzione
Una rigidità che tende progressivamente a diminuire è diversa da un dolore intenso, persistente o accompagnato da altri sintomi.
Se il dolore non migliora, tende ad aumentare, si irradia lungo una gamba, compare debolezza, alterazioni della sensibilità o sono presenti altri sintomi importanti, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario per una valutazione.
Allo stesso modo, chi soffre frequentemente di lombalgia dopo viaggi, giornate di lavoro sedentarie o periodi prolungati in posizione seduta potrebbe beneficiare di una valutazione fisioterapica.
L'obiettivo non è semplicemente trovare un esercizio da ripetere ogni volta che compare dolore. Una corretta prevenzione della lombalgia dovrebbe considerare mobilità, forza, abitudini quotidiane, attività lavorativa, sport praticato e caratteristiche individuali.
Il rientro dalle vacanze può diventare un buon momento per occuparsi della schiena
Spesso ci accorgiamo della schiena soltanto quando comincia a far male. Un lungo viaggio può invece mettere in evidenza rigidità o difficoltà che durante la normale routine erano meno evidenti.
Se dopo le vacanze senti la zona lombare particolarmente rigida, avverti dolore ricorrente quando rimani seduto a lungo oppure ogni viaggio diventa una prova per la tua schiena, non è necessario aspettare che il problema diventi più limitante.
Presso Ti-Fisio a Lugano è possibile effettuare una valutazione fisioterapica per comprendere quali fattori possono contribuire ai disturbi e impostare un percorso individuale.
La prevenzione della lombalgia non significa vivere evitando movimenti, viaggi o attività. Significa conoscere meglio il proprio corpo, mantenerlo attivo e intervenire in maniera mirata quando qualcosa comincia a limitarci.
Contatta Ti-Fisio a Lugano per fissare una valutazione e capire come affrontare rigidità e dolore lombare con un percorso costruito sulle tue esigenze, sul tuo stile di vita e sulle attività che vuoi continuare a svolgere.

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